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Outlook 2018

DIVERSIFICARE TRAMITE L'ACCUMULO GRADUALE

I dati Macroeconomici sono positivi, le aziende continuano a produrre utili però i listini azionari di tutto il mondo hanno registrato significative flessioni a metà di ottobre. Quale lettura si può dare di questo andamento?

A innescare questo trend è stata la pubblicazione di un report di Morgan Stanley che rivedeva al ribasso le stime di crescita per il settore del lusso. Il timore è che il prossimo anno l’espansione mondiale possa risentire di un ulteriore incremento dei dazi americani al 25% sulle esportazioni cinesi e del rialzo dei tassi per un periodo più lungo di quantoprecedentemente stimato. Nel 2019 erano previsti almeno tre rialzi dei Fed Funds ma il mercato si sta preparando a una crescita delcosto del denaro e dell’inflazione più elevati. Il mercato azionario europeo, invece, ha perso in poche sedute più del 10% nonostante quest’anno i profitti delle aziende siano più elevati di quelli dell’ultimo biennio e il costo del denaro sia ancora molto contenuto. In questa fase sull’Europa pesano i rischi geopolitici e che lo spread BTP/BUND possa mantenersi su livelli elevati per un periodo lungo. Per chi detiene in portafoglio titoli con performance negative il consiglio è quello di allungare l’orizzonte temporale.

Da inizio anno anche i Mercati Emergenti  hanno sofferto. Quali sono le propspettive?

Le forti svalutazioni che alcuni di questi paesi hanno vissuto hanno spinto gli investitori internazionali a uscire da questi mercati. Non dimentichiamo, però, che la crescita di queste economie è doppia rispetto a quelle dei paesi sviluppati. Un eventuale indebolimento del dollaro e il miglioramento di alcuni fattori nelle ultime settimane ci porta a ritenere che potrebbe esserci una stabilizzazione e possa essere un buon momento per investire in queste aree con un orizzonte temporale medio-lungo e un approccio graduale. È importante essere selettivi e privilegiare i paesi che hanno buoni fondamentali.

Il quantitative easing è stato uno strumento di politica monetaria espansiva che sta per esaurirsi. Quali sono le mosse attese dalla banca centrale europea nei prossimi mesi?

Nella riunione che si è svolta a metà settembre il Comitato della BCE ha preso la decisione di lasciare invariata la politica monetaria perché, come ha sottolineato Draghi, l’Europa ha ancora bisogno di un approccio accomodante.Il Presidente della Banca Centrale ha lasciato intendere che il primo rialzo dei tassi non avverrà prima della seconda metà del 2019.
Secondo le nostre previsioni occorrerà attendere il primo trimestre del 2020 per tornare ad avere un tasso sui depositi a zero. Entro la fine dell’anno il Quantitative Easing si esaurirà, la BCE continuerà a reinvestire le cedole e i titoli in scadenza ma come ha precisato Draghi, si tratta di uno strumento di politica monetaria non convenzionale finalizzato a stabilizzare l’inflazione attorno al 2% e non può essere utilizzato per finalizzare il deficit degli stati.

Il documeno di economia e finanza 2019 è stato definito dall'eurocommissione un a"deviazione senza precedenti" rispetto agli obiettivi di bilancio stabiliti dagli stati membri dell'unione. Quali conseguenze potrebbero esserci?

Gli investitori valuteranno la validità di questa manovra soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità del debito. Questo significa che lo spread BTP/BUND continuerà a oscillare e da qui a fine anno molto probabilmente la volatilità sarà elevata sui listini azionari. Inoltre se il rapporto deficit/PIL venisse portato al 2,4% nel 2019 occorrerà valutare la “qualità” di questo numero, ovvero conoscere nel dettaglio i provvedimenti, le spese, le coperture, i tagli e gli investimenti per comprendere il potenziale impatto sulla crescita. Senza dimenticare che questa fase dell’Italia va vista in un contesto internazionale di crescita globale.

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