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Outlook 2018

CAUTELA IN ATTESA DI SCENARI PIÙ DEFINITI

Le prospettive per lo scenario globale restano positive ma all’orizzonte si sono affacciati alcuni rischi geopolitici. Quali vanno monitorati?

Le prime misure protezionistiche di Trump hanno aperto il vaso di Pandora con il pericolo di rappresaglie da parte della Cina e dell’Europa. Macron e Merkel dovranno affrontare una crescente opposizione per rafforzare l’integrazione europea. Infine la disdetta da parte degli USA dell’accordo sul nucleare iraniano accentua le tensioni in Medio Oriente.

Quali fattori hanno determinato le turbolenze in questi primi mesi sui mercati azionari?

Il 2017 è stato contrassegnato da una crescita globale in accelerazione, sincronizzata e da una bassa inflazione, uno scenario ottimale per le imprese. La prima correzione è stata determinata dal dato pubblicato a febbraio sull’aumento della paga media oraria negli Stati, oltre le attese degli economisti che ha alimentato i timori di un rialzo dei tassi più consistente. La seconda correzione sui mercati è stata scatenata dalle dichiarazioni di Trump sull’introduzione dei dazi doganali, promessi in campagna elettorale. Il terzo fattore che ha scosso i listini è stato lo scandalo Facebook che avrebbe venduto i dati privati per guadagnare. Se fosse dimostrato che ciò è avvenuto e la multa venisse applicata, la società di Zuckerberg rischia di dover pagare 40.000 dollari per ogni violazione. Teniamo conto che il settore tecnologico pesa ormai un 30% nell’S&P500 e quello delle cosiddette FANG (Facebook, Amazon, Netflix e Google) è raddoppiato negli ultimi anni. Queste fasi di correzione sono state di ribilanciamento tra fattori speculativi e protettivi.

In questo contesto la view resta comunque positiva sulle prospettive dell’equity?

Il 2017 è stato un anno record per la bassa volatilità che ha caratterizzato l’andamento di tutti i mercati azionari. Con la progressiva riduzione degli stimoli monetari da parte delle Banche Centrali sono attese maggiori oscillazioni sulle Borse mondiali. La storia ci insegna che anche in periodi di mercati positivi, variazioni del 15-20% sono fisiologiche, non bisogna farsi prendere dal panico e mantenere le posizioni magari allungando l’orizzonte temporale. I livelli di tenuta da monitorare sono quello per l’Eurostoxx 600 di 350-355 punti e per l’S&P500 quello di 2.450 punti.

Le strategie delle Banche Centrali potrebbero cambiare?

Le azioni delle Banche Centrali dall’America all’Europa saranno gradualmente meno accomodanti ma senza destabilizzare i mercati. Come atteso nel meeting del 21 marzo la FED ha innalzato i FED Funds di 25 punti base a 1,50%/1,75%, rafforzando le prospettive economiche e diventando più fiduciosa di raggiungere l’obiettivo di inflazione entro la fine di quest’anno. Il Comitato della FED prevede ora un totale di 3 aumenti nel 2018 (invariato), altri 3 nel 2019 (aumentati da 2) e 2 (aumentati da 1,5) nel 2020, con un picco del 3,375% e un aumento del tasso di equilibrio di lungo termine al 2,9% dal 2,8%. A marzo, la BCE ha mantenuto invariato il tasso di rifinanziamento e di deposito (rispettivamente 0,00% e -0,4%) e il ritmo del Quantitative Easing a 30 miliardi di euro al mese, ma ha modificato le linee guida sul Quantitative Easing, eliminando il riferimento a una sua estensione. Gli investitori si aspettano la fine del Quantitative Easing entro dicembre 2018 e il primo rialzo dei tassi di sconto intorno al secondo trimestre del 2019.

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina sono state al centro dell’attenzione degli investitori in queste ultime settimane. C’è il rischio di un’escalation?

Per il momento riteniamo che una vera e propria guerra commerciale sia improbabile, dato che gli investitori stranieri possiedono il 43% dei titoli del Tesoro USA in un momento in cui il disavanzo del bilancio federale statunitense dovrebbe salire al 5,2% del PIL. Un altro elemento a favore di questa ipotesi è che gli investimenti diretti esteri statunitensi in Cina sono cinque volte più elevati di quelli delle imprese cinesi negli Stati Uniti.
È probabile che queste tensioni continuino a protrarsi anche nei prossimi mesi perché sono strumentali alle elezioni di mid-term di novembre.

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