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Outlook - 4° Trimestre 2017

RIFORME, POLITICHE MONETARIE E FISCALI

La novità che le Banche centrali si trovano a dover affrontare è quella di dover gestire crescita economica e bassa inflazione. Quali scenari si possono delineare?

In Europa l’aumento dei prezzi dovrebbe attestarsi quest’anno attorno all’1,5%, un valore ben distante dal target ottimale del 2% fissato dalla Bce. Nel caso in cui questo livello dovesse essere confermato dovranno essere riviste al ribasso anche le previsioni sull’incremento dell’inflazione nei prossimi due anni. Queste premesse ci portano a ritenere che la Bce dovrà mantenere un atteggiamento estremamente cauto, l’ipotesi più probabile è che a partire dall’inizio del 2018 l’acquisto di Titoli di Stato si riduca da 60 a 40 miliardi di euro mensili per poi esaurirsi nel corso del prossimo anno. Si tratta di un percorso “quasi obbligato”, perché non ci sono più Titoli di Stato disponibili, soprattutto di paesi come la Germania e la Francia: questo significa che la Banca centrale europea dovrebbe comprare quelli dei paesi periferici ma questa politica genererebbe tensioni tra i membri della Bce stessa.

In Europa l’aumento dei prezzi dovrebbe attestarsi quest’anno attorno all’1,5%, un valore ben distante dal target ottimale del 2% fissato dalla Bce. Nel caso in cui questo livello dovesse essere confermato dovranno essere riviste al ribasso anche le previsioni sull’incremento dell’inflazione nei prossimi due anni. Queste premesse ci portano a ritenere che la Bce dovrà mantenere un atteggiamento estremamente cauto, l’ipotesi più probabile è che a partire dall’inizio del 2018 l’acquisto di Titoli di Stato si riduca da 60 a 40 miliardi di euro mensili per poi esaurirsi nel corso del prossimo anno. Si tratta di un percorso “quasi obbligato”, perché non ci sono più Titoli di Stato disponibili, soprattutto di paesi come la Germania e la Francia: questo significa che la Banca centrale europea dovrebbe comprare quelli dei paesi periferici ma questa politica genererebbe tensioni tra i membri della Bce stessa.

Invece oltreoceano la Fed ha annunciato che da ottobre ridurrà progressivamente l’acquisto mensile di titoli di 10 miliardi ogni mese. La somma salirà di 10 miliardi di dollari a trimestre, fino a un massimo di 50 miliardi. L’obiettivo è alleggerire di 1,4 trilioni di dollari un bilancio che ha raggiunto la cifra record di 4.500 miliardi di dollari equivalente al 23% di Pil. La Banca centrale USA ha, invece, mantenuto inalterato il livello attuale dei Fed funds ma ha comunicato ai mercati che ci sarà un rialzo a dicembre, altri tre nel 2018 e due nel 2019. Per il momento, però, il mercato obbligazionario americano non sembra credere ancora a questi interventi graduali e che l’inflazione possa aumentare.

Invece oltreoceano la Fed ha annunciato che da ottobre ridurrà progressivamente l’acquisto mensile di titoli di 10 miliardi ogni mese. La somma salirà di 10 miliardi di dollari a trimestre, fino a un massimo di 50 miliardi. L’obiettivo è alleggerire di 1,4 trilioni di dollari un bilancio che ha raggiunto la cifra record di 4.500 miliardi di dollari equivalente al 23% di Pil. La Banca centrale USA ha, invece, mantenuto inalterato il livello attuale dei Fed funds ma ha comunicato ai mercati che ci sarà un rialzo a dicembre, altri tre nel 2018 e due nel 2019. Per il momento, però, il mercato obbligazionario americano non sembra credere ancora a questi interventi graduali e che l’inflazione possa aumentare.

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