La visione di UniCredit per comprendere lo scenario macroeconomico e l’andamento dei principali mercati finanziari

View sui mercati

In questa video-intervista Manuela D’Onofrio, Head of Group Investment and Product Platform UniCredit, ci offre una panoramica sui più recenti fatti che hanno segnato l’evoluzione dello scenario economico e finanziario.

Nuova Via della Seta

Un ingente piano di investimenti per collegare l'Est e l'Ovest del Mondo

“Più grande del piano Marshall, più grande della missione Apollo e più grande della Grande Muraglia cinese”. Noi, in occidente, probabilmente, non ce ne rendiamo conto, ma quello che un po' grossolanamente viene etichettato come “Nuova Via della Seta” non è solo un programma di investimenti per costruire una nuova rotta commerciale; è il più mastodontico progetto che la mente umana abbia mai progettato prima d’ora.

La grandiosa operazione per collegare Ovest ed Est del mondo dal punto di vista commerciale, finanziario e culturale, è una priorità per il governo cinese almeno dal 2013 - da quando, cioè, il presidente Xi Jinping ha annunciato per la prima volta la nascita della Belt and Road Initiative (BRI).

Per avere un'idea di ciò di cui si sta parlando, basta considerare qualche numero. La Nuova via della Seta coinvolge ben 68 paesi tra Asia, Europa e Africa orientale; il 65% della popolazione mondiale e oltre il 30% del Pil del pianeta.

A vederlo, si compone di sei “corridoi economici” terrestri che passano attraverso Cina, Asia meridionale, Medio Oriente e poi, tramite l'Eurasia, arrivano fino all’Europa. A questi corridoi si aggiunge la componente marittima tra Africa orientale e Mar Mediterraneo chiamata “Via della Seta Marittima del XXI secolo”.

Su queste direttrici il governo cinese, promotore della colossale iniziativa, intende dare priorità a progetti in alcuni settori chiave quali infrastrutture, finanza, agricoltura e ambiente, produzione e trasporti, energia e logistica, sanità, turismo, arte e cultura.

L’obiettivo principale, al lancio del progetto, era la liberazione delle capacità produttive dell’economia cinese (che nel 2019, secondo il Fmi, rappresenta il 30% di tutta la crescita mondiale), ma è chiaro che la conseguenza della BRI determinerà un aumento significativo del commercio tra tutti i paesi coinvolti. In aggiunta a questo, ci sarà anche la riduzione, pari perlomeno al 50%, dei costi di negoziazione per chi è coinvolto nell’iniziativa ed è stimolato a sviluppare soprattutto le proprie infrastrutture: porti ferroviari, reti stradali, aeree e marittime, energia, telecomunicazioni e servizi igienico-sanitari.

La Asian Development Bank stima che l’Asia avrà bisogno di 26mila miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali entro il 2030, che corrispondono a più di 1,7 miliardi di dollari di spese annue a partire dal 2015. Ulteriori stanziamenti per oltre 130 miliardi di dollari sono in programma fino al 2022.

I dati prodotti durante il China Business Forum, tenutosi il 17 maggio scorso a Londra, dicono che il valore del commercio annuale tra la Cina e i paesi coinvolti nella BRI supererà i 2,5 trilioni di dollari nel corso del prossimo decennio

Ma questi numeri rischiano di dare una visione ancora limitata, perché è chiaro che gli effetti maggiori si vedranno nel lungo termine, quando i progetti infrastrutturali stimoleranno gli investimenti, pubblici e privati, in altri settori come, primo fra tutti, quello immobiliare, poi quello bancario e finanziario, per finire con la consulenza. Dopodiché, una cooperazione regionale basata su una moderna rete di trasporti potrebbe ridurre in modo sostanziale i costi degli spostamenti dei beni fisici; ottimizzare la connessione tra le nazioni; aumentare gli scambi; accrescere gli investimenti transfrontalieri e migliorare la vita delle persone che vivono nei paesi coinvolti.

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Sostenibilità

Gestire in modo efficiente acqua e rifiuti con un'ottica di lungo periodo

Oggi il tempo è un fattore chiave per riuscire a navigare i mercati. Troppo spesso, infatti, gli investitori sono concentrati su eventi di breve termine come i flussi delle notizie di attualità, la volatilità degli utili a breve termine e i fattori geopolitici. Queste inefficienze del mercato creano, invece, opportunità di investimento interessanti per gli investitori disposti ad adottare una visione di lungo termine.

Entrano in gioco quindi i cosiddetti trend di lungo periodo, ovvero tendenze influenzate da driver di crescita strutturali, come possono essere la demografia o l’innovazione tecnologica, che permettono di sviluppare previsioni sui cicli economici e che sono in grado di offrire agli investitori il vantaggio di rimanere decorrelati dai movimenti di breve periodo dei mercati. Osservando i mercati da questa prospettiva è la capacità reddituale delle aziende che sfruttano questi trend a influenzare i rendimenti degli azionisti, in quanto su orizzonti temporali più lunghi l’emotività degli investitori ha un peso minore sulle scelte di investimento.

Una delle tendenze di lungo periodo più interessanti oggi è la crescente importanza di una gestione efficiente dell’acqua e dei rifiuti. In entrambi i casi, si tratta di temi che esistono da sempre e che avranno sempre un ruolo chiave. È semplice comprenderne il motivo: non è possibile pensare a un mondo senza acqua potabile e senza la corretta gestione dei rifiuti.

Si tratta di fattori che evolvono in stretta correlazione con la crescita della popolazione (dovrebbe aumentare fino a 9,5 miliardi di persone entro i prossimi trent’anni, rispetto agli attuali 7,5 miliardi), con l’incremento del tasso di urbanizzazione (entro il 2050, il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città) e l’aumento della ricchezza, soprattutto nei paesi emergenti, e determinano maggiori consumi, la definizione di nuove e sempre più stringenti normative in termini di vincoli ambientali, nonché la necessità di costruire nuove infrastrutture o rinnovare quelle esistenti.

In questo scenario, un’economia più sostenibile rappresenta un’opportunità di crescita per tutte quelle imprese che, coinvolte nella catena del valore della gestione dell’acqua e dei rifiuti, sapranno cogliere il cambiamento e adeguare le proprie strategie e le proprie attività per rispondere alle nuove necessità. Aziende che operano ad esempio nella trasformazione di materiali di riciclo, nello sviluppo e nella produzione di pompe idrauliche, nel filtraggio delle acque.

Questo a sua volta si trasforma in un vantaggio anche per gli investitori che possono così puntare su società le cui strategie di business si basano su solidi fattori di crescita strutturale, offrendo loro ritorni interessanti nel lungo periodo, e allo stesso tempo aiutare a migliorare il mondo che li circonda. Inoltre, si tratta di imprese che hanno flussi di cassa stabili, fondamentali solidi e investimenti in conto capitale volti al mantenimento o all’innovazione di infrastrutture durature, e che pertanto offrono una crescita difensiva nel tempo.

Gli investitori devono tenere conto del fatto che le opinioni qui riportate potrebbero non essere più attuali e che potrebbero essere state modificate.

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Roadmap 2019: i prossimi appuntamenti nel mondo politico-economico

In Francia, a Biarritz, si terrà
il 45° Summit del G7.

Data ultima per le elezioni
legislative in Grecia.

Elezioni presidenziali in Argentina: il presidente uscente Macrì se la vedrà con l'ex presidente Cristina Kirchner.

Terminano i mandati di Mario Draghi (presidente BCE)
e Jean Claude Juncker (presidente Commissione UE).

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