La nostra View di Mercato

Una ripresa mondiale a più velocità

Il 2017 si preannuncia, per l’economia globale, all’insegna della crescita che dovrebbe attestarsi tra il +3,2% e il +3,4%.

Questo risultato, che è positivo ma su base storica resta modesto, è riconducibile a più fattori: la ripresa degli investimenti, del settore manifatturiero e l’introduzione di politiche fiscali più espansive. A livello geografico migliorano le prospettive in particolare per gli USA e i Paesi Emergenti.


Lo scenario internazionale si presenta dunque per quest’anno con stime positive ma differenziate a seconda dei mercati.

In America prevediamo un aumento del Prodotto Interno Lordo tra il +2% e il +2,2% grazie a una ripresa degli investimenti e dei consumi privati e alla riduzione delle scorte, fattore che ha penalizzato l’espansione del mercato USA nell’ultimo biennio. Nel caso in cui la politica fiscale per ridurre le tasse e rilanciare gli investimenti pubblici annunciata dal neoeletto Presidente, Donald Trump, trovasse piena attuazione è ipotizzabile un incremento dell’economia e dell’inflazione più elevati. Infine è lecito prevedere che il nuovo establishment americano porti avanti una politica monetaria più restrittiva accompagnata da una politica fiscale più espansiva.

In Europa ci aspettiamo un tasso di crescita marginalmente più basso rispetto al 2016, compreso tra il +1,3% e il +1,5%, perché i benefici derivanti dal basso prezzo del petrolio dovrebbero ridursi, in seguito al recente accordo raggiunto tra i paesi dell’Opec sul taglio delle quote di produzione. La domanda domestica rimarrà il principale motore dello sviluppo europeo, supportato da un incremento dell’indice di fiducia delle imprese, soprattutto in Germania. Resta da tenere sotto osservazione il rischio di un’instabilità politica riconducibile da una parte a una serie di eventi che si sono susseguiti negli ultimi mesi (il referendum costituzionale in Italia e l’Hard Brexit in Inghilterra), dall’altra all’esito delle prossime elezioni in Olanda, Francia e Germania. In attesa del voto tedesco dell’autunno 2017 prevediamo una politica fiscale europea più espansiva ma solo su temi specifici, come quello delle spese per la sicurezza e per i migranti.

Il modesto trend di sviluppo (+1% nel 2017) previsto in Giappone è correlato agli stimoli fiscali annunciati nell’agosto 2016 dal governo nipponico. Il valore di queste misure, pari al 2,7% del PIL, comporterà un impegno di spesa di 13,5 trilioni di Yen, destinati per due terzi alle infrastrutture e alle opere per la ricostruzione e prevenzione dei terremoti.

Nel 2017 il Brasile e la Russia usciranno dalla recessione e, come conseguenza, dovrebbe tornare ad allargarsi il divario tra i Paesi Emergenti e Paesi Sviluppati.

L’economia cinese sta attraversando una fase di stabilizzazione (+6,7%) grazie agli stimoli fiscali, ma nei prossimi mesi prevediamo un rallentamento graduale della crescita di questo mercato. L’indice dei prezzi alla produzione, che ha registrato una risalita a ottobre, ha interrotto il trend deflazionista che durava da 4 anni.

Per quanto riguarda le politiche monetarie, pur rimanendo espansive, sono attese strategie diverse: diventeranno gradualmente più restrittive in America e flessibili in Giappone ed Europa. La politica fiscale verrà riscoperta per stimolare la bassa crescita dei Paesi Sviluppati, ma la sua implementazione richiederà tempo e flessibilità politica.

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