La nostra View di Mercato

Mercati finanziari: quali aspettative per i prossimi mesi

Manuela D'Onofrio, Head of Global Investment Strategies di UniCredit, ci aiuta ad analizzare i fatti più importanti degli ultimi mesi e le prospettive dell'economia a livello globale.

 

Quali sono le aspettative dopo il recente vertice dei banchieri centrali a Jackson Hole?

I banchieri centrali chiedono politiche fiscali più espansive. È significativo il richiamo di Janet Yellen al Congresso di tornare a fare una politica fiscale attiva, di tipo espansivo. L'efficacia della politica monetaria non convenzionale nei Paesi più sviluppati sta perdendo forza e la stessa FED non ha nessuna fretta di rialzare i tassi d'interesse dato che l'inflazione è sotto controllo. 

 

Quindi che mosse possiamo aspettarci dalla Banca Centrale statunitense?

Il mercato vede un livello dei FED funds che potrebbe tornare all'1% alla fine del 2017 e da qui a fine anno ci aspettiamo un rialzo dei tassi di soli 25 basis point.

Le stime del 2016 indicano una economia in crescita moderata, attorno al 2%, con consumi privati che tengono, ma con aziende restie ad investire.

Sarà importante capire quindi se il Congresso che uscirà dalle elezioni di novembre sarà a favore degli investimenti pubblici in infrastrutture di cui gli USA sono carenti.

La necessità principale degli Stati Uniti è proprio quella di maggiori investimenti sia pubblici che privati.

 

Veniamo alla situazione in Europa, qual è stato l'impatto di Brexit e stress test bancari?

I dati recenti riguardanti l'economia dell'Eurozona dicono che l'impatto della Brexit finora è stato minimo.

La crescita dei vari Paesi è caratterizzata da una forte disomogeneità: da un lato Germania, Olanda e Spagna con tassi di crescita elevati mentre Francia e Italia sono in stagnazione. 

Per quanto riguarda il sistema bancario italiano, è positivo che si sia intrapresa la strada di risoluzione dei problemi legati ai non performing loans così come la questione riguardante la redditività degli istituti.

Qualora si superino le incognite legate al sistema bancario e all'Italia, con una  Banca Centrale Europea che continua ad essere molto accomodante, è probabile che nei prossimi diciotto mesi si possa vedere un recupero del divario che si è creato tra l'andamento dell'azionario statunitense, che da inizio anno ha guadagnato più del 6%, e quello ancora negativo dell’azionario Europa.

 

Allargando lo sguardo ai mercati emergenti e ai giganti asiatici Cina e Giappone, quali sono le raccomandazioni?

A livello globale, la Cina è l'unico Paese tra le grandi economie ad aver utilizzato la leva fiscale per supportare la crescita economica e il mercato azionario ne ha ampiamente beneficiato tanto che è stato uno di quelli che più è cresciuto quest'anno. 

Riguardo al Giappone siamo positivi, per quanto ci troviamo ancora in una fase di attesa per capire quali saranno le prossime mosse del governo e della Banca Centrale nipponica e il relativo impatto sul mercato azionario.

 

Cosa consigliare ai risparmiatori?

Con i tassi che continuano a scendere è necessario aumentare gradualmente il livello di rischio per cercare rendimento e allo stesso tempo allungare l’orizzonte temporale. Una componente del portafoglio può quindi includere fondi High-Yield bond, obbligazioni subordinate e dei mercati emergenti. Nonché i fondi “liquid alternative” che in momenti di mercato volatili come quelli attuali riescono a ridurre il rischio. La raccomandazione è di evitare “il fai da te” e di affidarsi a strumenti del risparmio gestito come i fondi e le gestioni patrimoniali, in grado di offrire ampia diversificazione e rigorosi processi di analisi e controllo del rischio .

 

Aggiornamento al 12 settembre 2016

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