Ricerche ad hoc

Pubblicazioni e ricerche ad hoc realizzate per approfondire i principali temi di rilevanza economica e istituzionale (disponibili su richiesta agli autori)

A. Botticini,  Z. Rotondi, F. Sadun

Accesso delle PMI alla finanza di mercato: come accelerare il processo di creazione di un mercato dei capitali pan-europeo?

Rivista Bancaria Minerva Bancaria, 2-3 2017A.

Il progetto della Capital Market Union (CMU) avviato dalla Commissione europea nel 2014 finora stato limitato da numerosi vincoli e a causa anche di una poco incisiva azione politica degli Stati membri volta a favorire iniziative di integrazione. Uno dei problemi che permangono è il modesto interesse degli investitori - specialmente quelli istituzionali - per strumenti di investimento non tradizionali, in particolare per gli investimenti in capitale di rischio delle imprese. Nel presente lavoro vengono esaminate le iniziative e strategie che le istituzioni pubbliche, nazionali e comunitarie, possono adottare per accelerare il processo di creazione di un mercato dei capitali pan-europeo. Alla luce dell’esperienza europea, viene esaminato anche il ruolo che possono svolgere le banche per facilitare l’accesso delle PMI alla finanza di mercato.

 

Rapporto tra banche e imprese e ruolo della garanzie pubbliche nel periodo successivo alla crisi europea del debito sovrano (articolo in inglese)

E. CIANI (Banca d’Italia), M. GALLO (Banca d’Italia) e Z. ROTONDI (UniCredit)

Studio presentato in Banca d’Italia, alla Money, Banking and Finance (MBF) Conference 2018, Roma, e alla International Risk Management Conference (IRMC), Parigi. 

Lo studio esamina il ruolo delle garanzie pubbliche fornite dal Fondo Centrale di Garanzia (FCG) per il finanziamento delle PMI da parte delle banche. Viene esaminato in particolare il periodo 2013-2014, durante la recessione verificatasi in Italia in seguito alla crisi finanziaria europea del debito sovrano. I risultati ottenuti nello studio sono i seguenti:

(i) la garanzia del FCG ha consentito di ottenere credito addizionale per le PMI che altrimenti non avrebbero ottenuto. Questo effetto addizionale sul credito (in media dell’8% del credito totale) è più concentrato nella classe di imprese con rating intermedi;

(ii) la garanzia del FCG ha ridotto il costo del credito (in media di 50 bp). Questo effetto sul prezzo è più distribuito tra le classi di rating rispetto al caso della quantità del credito, ad eccezione delle imprese con rating migliori dove tale effetto sul prezzo è assente;

(iii) all’aumentare della durata del rapporto tra banca e impresa (quindi con una maggiore conoscenza dell’impresa da parte della banca) l’impatto positivo sul credito della garanzia del FCG è più forte, specialmente per le imprese appartenenti alle classi di rating intermedi;

nel complesso i risultati sul funzionamento del FCG durante la recessione seguita alla crisi finanziaria europea del debito sovrano sono positivi e quindi tale strumento andrebbe ulteriormente rafforzato in prospettiva.

 

CMU e ruolo degli investitori istituzionali: strategie comportamentali per gli investimenti e governance dei fondi pensione (articolo in inglese)

C. GIORGIANTONIO (Banca d’Italia) e Z. ROTONDI (UniCredit)

Pubblicato come un capitolo del volume “The Behavioural Finance Revolution: A New Approach to Financial Policies and Regulations”, (a cura di) R. Viale, S. Mousavi, B. Alemanni e U. Filotto, e prefazione di S. Rossi, Elgar Publishing, 2018.

Una maggiore capitalizzazione delle PMI non è più rinviabile e il progetto della Capital Market Union (CMU) va accelerato. La CMU si pone come obiettivo quello di ridurre i costi di raccolta del capitale per le PMI, aumentare le opportunità di investimento per i risparmiatori, facilitare gli investimenti transfrontalieri e attrarre investimenti esteri, supportando le strategie di lungo periodo delle imprese e rendendo il mercato europeo più stabile e resiliente rispetto alle crisi. Gli investitori istituzionali possono svolgere un ruolo strategico nel far affluire “capitali pazienti” per il rafforzamento patrimoniale delle PMI. I fondi pensione e le casse di previdenza, in particolare, potrebbero investire nell’equity delle PMI con una logica di lungo periodo, perseguendo un rendimento adeguato e non speculativo nel lungo periodo, e mantenendo un ruolo di minoranza nei confronti del capitale delle aziende. Tuttavia, in Italia nel 2016 le attività gestite dai fondi pensione  ammontavano 117 miliardi di euro (COVIP). Inoltre, il mercato italiano è molto frammentato: il 64% dei fondi pensione gestisce volumi di attività inferiori ai 100 milioni; il 53% dei fondi pensione hanno un numero di persone iscritte inferiore a 1.000; la quota di mercato delle attività gestite dai primi tre fondi pensione è soltanto il 22%. Questa situazione ha comportato che finora il contributo degli investitori istituzionali all’equity delle PMI sia stato molto limitato. In Italia nel 2016 i fondi pensione hanno investito in azioni il 16,3% delle attività totali, di cui solo l’1% è investito in azioni di imprese nazionali. 

 

I fondi pensione come fornitori di capitale “paziente” per le PMI (articolo in inglese)
C. GIORGIANTONIO (Banca d’Italia) e Z. ROTONDI (UniCredit)
Pubblicato su RIVISTA BANCARIA - MINERVA BANCARIA N. 5 - 6 / 2018

Abstract
Lo sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI) è tra gli obiettivi principali dell’agenda di politica economica dell’UE ed è al centro del piano d’azione della Commissione europea per lo sviluppo dei mercati dei capitali (CMU). In questa prospettiva, gli investitori istituzionali e, in particolare, i fondi pensione (FP) sono stati considerati come una fonte cruciale di capitale a lungo termine per le PMI, dato il processo di riduzione della leva finanziaria nei bilanci delle banche. Sfortunatamente, in troppi paesi europei – tra i quali l’Italia – gli investimenti dei fondi pensione in titoli azionari rimangono limitati. Il presente lavoro esamina la letteratura in materia e discute le iniziative volte a promuovere il ruolo dei FP nel fornire “capitale paziente” all’economia reale. A livello europeo, sarebbe auspicabile che la CMU promuovesse la creazione di un effettivo mercato interno europeo per i FP, attraverso regole omogenee per gli investitori istituzionali, al
fine di stimolare gli investimenti esteri ed evitare un’imposizione fiscale discriminatoria per gli investimenti transfrontalieri. A livello nazionale, è importante migliorare la governance dei FP e favorire una loro aggregazione per ridurre la frammentazione del mercato. Nel breve periodo una possibile soluzione al problema della ridotta dimensione dei fondi pensione è quella di promuovere la creazione di consorzi e incentivare forme di aggregazione delle risorse finanziarie dei fondi pensione e casse di previdenza mediante la creazione di piattaforme di investimento dedicate da parte del settore pubblico.

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