The Italian Way

Sette incontri virtuali per ripartire con il Made in Italy

Un percorso itinerante composto da sette incontri virtuali alla scoperta delle eccellenze italiane. Ciascuna tappa è stata un’occasione di confronto tra imprenditori, stakeholder, esperti di settore e associazioni per condividere insieme trend, strumenti e best practice e rilanciare l’economia partendo proprio dal nostro territorio.

Clicca sul singolo settore per approfondirne i contenuti.

LA MODA MADE IN ITALY

Il primo evento del tour virtuale The Italian Way, tenutosi lo scorso 16 giugno 2020, ha coinvolto il settore tessile, uno dei pilastri dell’economia campana nonché nazionale.

Dalla città di Napoli è cominciato il viaggio organizzato da UniCredit alla scoperta della moda, prima eccellenza italiana, per dar vita a un momento di confronto in collaborazione con Confindustria Campania.
La moda Made in Italy negli anni ha conquistato una posizione di leadership a livello internazionale ma la crisi dell’ultimo periodo l’ha messa a dura prova. Oggi, secondo lo studio condotto da UniCredit basato sui dati Cerved, è fondamentale ripensare a nuove strategie, programmare, pianificare ed essere in grado di cogliere le opportunità per una ripartenza rapida ed efficiente.

IL SETTORE TESSILE IN ITALIA

Roberta Antinarella - Client Management, Pricing, Industry & Customer Advocacy evidenzia alcuni dati importanti del fashion italiano, mettendo in luce il fatto che la moda:

  • contribuisce per il 2,8% all’economia della Campania
  • è il quarto polo in Italia per numero di imprese attive nel comparto, con il 10%, dietro a Toscana (22%), Lombardia (16%) e Veneto (11%)
  • ha un export che vale più di 1 miliardo di euro e pesa il 2% rispetto al totale dell’export italiano
  • esporta principalmente in Europa (65%) ma ha ampi margini di sviluppo in mercati ad alto potenziale come l’Asia, dove ad oggi è rivolto il 13% delle esportazioni regionali.

LO SCENARIO DELLA MODA NELL’ERA PRE-COVID

Dal punto di vista reddituale e patrimoniale, le aziende del fashion italiano prima della pandemia risultavano nel complesso in buona salute con più del 70% del fatturato proveniente dall’estero. L’Italia, a partire dalla pandemia, si trova di fronte ad uno scenario particolarmente delicato: la Cina, che rappresenta il 36% delle esportazioni mondiali del settore, durante l’emergenza decide il fermo di molte fabbriche creando problemi di approvvigionamento di materie prime e prodotti finiti per le aziende più esposte. In questo contesto, si prospettano due scenari post-Covid:

LO SCENARIO “SOFT”

In questa previsione il fatturato a fine 2020 arriverà a perdere circa un quinto del suo valore rispetto al 2019, con una ripresa prevista a partire dal 2021 che potrebbe essere sufficiente a colmare il calo previsto per l’anno in corso

LO SCENARIO “HARD”

La seconda ipotesi, più pessimista, preannuncia un calo del fatturato che potrebbe essere maggiore e superare un quarto del suo valore pre-Covid, con un rimbalzo significativo ipotizzato nel 2021.

È TEMPO DI RIPARTIRE

La ripartenza delle imprese italiane della moda, nell’era post-Covid, sarà collegata alle nuove abitudini dei consumatori e alla crescita esponenziale dell’e-commerce.

Lo shopping online ha subito una crescita esponenziale durante il lock-down e ad oggi si manifesta come fenomeno in grado di cambiare lo scenario di riferimento e la maniera in cui i consumatori fanno acquisti. Guardando ai modelli organizzativi delle aziende, si nota come essi si stiano dirigendo verso l’omnicanalità, con negozi tradizionali e hub distributivi per l’e-commerce. Flessibilità e qualità del Made in Italy saranno gli altri fattori chiave per lo sviluppo delle imprese italiane della moda nella nuova era post-Covid.


“Il commercio digitale è un’opportunità importante per le aziende, anche per quelle più piccole, perché consente di raggiungere mercati esteri ad alto potenziale” - ha ricordato Marco Wallner, Corporate Commercial Synergies di UniCredit.

In questa logica si inserisce Easy Export, un vero e proprio “pacchetto” comprensivo di servizi bancari, logistici e di marketing online, che consente alle imprese di aprirsi verso nuovi mercati (nazionali ed esteri) e di sperimentare strategie multicanale.

Easy Export si basa sulla partnership con Alibaba.com, il principale portale e-commerce B2B al mondo (presente in 190 paesi con oltre 160 milioni di operatori attivi) e ha il sostegno di altre tre aziende leader di mercato come Var Group, Geodis e Sace-Simest, per i servizi esclusivi di digital marketing, logistica e assicurazione crediti forniti.

Ad oggi sono oltre 1.100 i contratti sottoscritti in tutta Italia, con clienti di ogni dimensione e segmento produttivo.

L’INCONTRO NEL DETTAGLIO

Tanti gli spunti interessanti emersi dalla tavola rotonda, a partire dal valore della tradizione e dell’artigianalità, l’attenzione per una customer care ancora più curata, il reshoring di alcune attività come prospettiva da sostenere ad agevolazioni fiscali ad hoc, la sostenibilità dei materiali, dei processi e della forza lavoro e ancora, l’attenzione ai processi di aggregazione, sia in termini dimensionali che commerciali per finire la grande importanza dell’e-commerce, a detta di tutti, la vera strategia vincente per mitigare i contraccolpi di questa crisi.

 

«Il ciclo di incontri The Italian Way vuole essere l'occasione per una riflessione approfondita sulle strategie di rilancio dei settori di eccellenza del Made in Italy.
L'obiettivo dell'iniziativa, che si aggiunge a quelle già messe in campo da UniCredit per sostenere le famiglie e le imprese in questa fase di emergenza, è quello di avviare un momento di confronto per dare voce alle eccellenze imprenditoriali italiane e per affrontare insieme a loro il tema della ripresa, partendo dalle specificità dei singoli settori che costituiscono le eccellenze del Made in Italy»

Remo Taricani, Co-CEO CB Italy UniCredit

 

«La grande e qualificata tradizione che caratterizza le aziende campane del settore moda è un requisito importante per il superamento di questa crisi, dalla quale potranno cogliere le opportunità per avviare una nuova fase di crescita»

Annalisa Areni, Regional Manager Sud UniCredit

GLI ESPERTI DELL’EVENTO

Remo Taricani, Co-CEO CB Italy UniCredit; Annalisa Areni, Regional Manager UniCredit; Vito Grassi, Vice Presidente Confindustria e Presidente Confindustria Campania e Carlo Casillo, Presidente della sezione Moda e Design dell'Unione Industriali Napol, Roberta Campagna, Industry Expert UniCredit, Marco Wallner, Corporate Commercial Synergies di UniCredit.

Sono intervenuti all’incontro esperti e operatori del settore italiano della moda tra cui Giuseppe Attolini, Vice Presidente Cesare Attolini S.p.A e Membro Advisory Board Territoriale Sud UniCredit; Lavinia Biagiotti, Presidente e CEO Biagiotti Group e Presidente Advisory Board Territoriale Centro UniCredit; Andrea Miranda, Amministratore Delegato Kocca Srl e Carlo Palmieri, Vice Presidente Sistema Moda Italia con delega per il Mezzogiorno e Vice Presidente Pianoforte Holding S.p.A Carpisa Yamamay.

IL CINEMA ITALIANO

La seconda tappa del tour virtuale The Italian Way, il viaggio alla scoperta delle eccellenze del nostro Paese organizzato da UniCredit, ha visto il cinema italiano come protagonista dell’evento tenutosi lo scorso 17 giugno a Roma e la collaborazione dell’associazione Anica. L’incontro è stato caratterizzato da un confronto interessante tra diversi esponenti del settore, i quali hanno raccontato la propria esperienza in questa particolare e difficile fase che l’audiovisivo sta vivendo. Ai saluti iniziali di Andrea Casini, Co-Ceo Commercial Banking Italy UniCredit, Salvatore Pisconti, Regional Manager Centro UniCredit e Francesco Rutelli, Presidente ANICA è seguita la presentazione del settore cinematografico a cura di Laura Torchio, Industry Expert – UniCredit che riportiamo qui di seguito.

I NUMERI DELL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA

Lo studio ha messo in luce che il settore dell’audiovisivo italiano conta circa 2.000 imprese, 4 miliardi di fatturato e 250.000 addetti, tra occupati diretti e a indotto, e che pur arrivando alla vigilia del COVID con una buona liquidità rispetto ai debiti correnti, il settore è stato duramente colpito dal lock-down. Secondo gli scenari Cerved, l’industria cinematografica potrebbe perdere quest’anno tra il 30% e il 40% del suo fatturato annuo. Ecco alcuni dati su cui riflettere:

  • la dimensione aziendale delle imprese cinematografiche pesa sulla capacità di avviare la propria operatività nella fase tre
  • le sale cinematografiche sono le più vulnerabili: si stima abbiano perso nel primo semestre del 2020 circa 250 milioni di euro, pari a quasi il 40% del loro fatturato annuo
  • i nuovi trend come l’incremento degli abbonamenti alle piattaforme di video streaming rischiano di sottrarre ulteriori quote di pubblico al mondo del cinema
  • lo streaming è un paracadute per tutte quelle imprese che hanno una library da valorizzare sulle piattaforme ma si presenterà la crisi degli originali: senza produzione come ci si rifornirà di nuovi contenuti?

COME RIPARTIRE

In previsione di una ripartenza è necessario attrezzarsi nel migliore dei modi attraverso tre pilastri fondamentali:

CONTENUTI

intesi come il bagaglio di idee e storie, i quali hanno avuto un ruolo fondamentale nell’intrattenere le persone nei mesi di isolamento forzato.

INNOVAZIONE

nelle strategie di distribuzione e nelle tecniche di produzione, facendo leva sulle nuove tecnologie, strumento utile anche ad abbattere tempi e costi di realizzazione del prodotto audiovisivo.

STRUTTURA FINANZIARIA

forte grazie al supporto di partner esperti e professionali come UniCredit, che sostiene gli imprenditori per canalizzare le risorse su progetti ben chiari e massimizzare il beneficio dell’iniezione di liquidità.

SUPERARE LA CRISI, SOGNARE CON IL CINEMA

Il messaggio dell’evento, nonché fil rouge di tutto l’incontro è stato senz’altro quello di ridare il giusto valore antropologico a un settore di cui non si può fare a meno. Ciò sarà possibile lavorando non solo sul prodotto, anche sulla progettualità delle imprese, sull’attenzione da porre verso i giovani che rappresentano l’elemento più critico per il mercato, sul rafforzamento patrimoniale e sul fattore dimensionale quali requisiti centrali per la crescita degli attori coinvolti.

In chiusura Vincenzo Mollica ha definito il cinema un bene di prima necessità, concludendo il suo intervento con una celebre citazione di Fellini: “Nulla si sa, tutto si immagina" che è la sintesi migliore per descrivere le potenzialità di un settore che riesce a farci sognare nonostante tutto.

«Il cinema è un settore di grandissima importanza in Italia ma è tra quelli maggiormente impattati dall’emergenza sanitaria e dal lockdown. In questo contesto anche nel cinema, così come in tanti altri settori, l’innovazione è la leva fondamentale per portare il cambiamento. Per farlo le nostre imprese hanno bisogno di rafforzare la struttura finanziaria per ripartire e come UniCredit vogliamo essere parte di questo cambiamento.»

Andrea Casini, Co-CEO CB Italy UniCredit

 

«Ora più che mai è fondamentale programmare le nuove strategie per cogliere le opportunità che consentano una ripartenza veloce, che possa fare riacquistare al cinema un'elevata redditività lungo tutta la filiera consolidando una delle attività produttive caratteristiche di questo territorio.»

Salvatore Pisconti, Regional Manager Centro UniCredit

GLI ESPERTI DELL’EVENTO

Andrea Casini, Co-CEO CB Italy UniCredit, Salvatore Pisconti, Regional Manager Centro UniCredit, Francesco Rutelli, Presidente ANICA, Laura Torchio, Industry Expert – UniCredit, Francesca Cima, Presidente sezione Produttori ANICA; Benedetto Habib, Partner Indiana Production; Lucio Izzi, Head of Corporate Sales & Marketing UniCredit; Giampaolo Letta, Vice Presidente e Amministratore delegato Medusa Film e Membro Advisory Board Italy UniCredit; Luigi Lonigro, Presidente sezione Distributori ANICA, Giuseppe Tornatore, Regista e Premio Oscar; Alessandro Usai, Amministratore delegato Colorado Film; Giuseppe Zonno, Vice Direttore RAI Cinema, Vincenzo Mollica, giornalista e critico cinematografico.

L’AGRIFOOD IN ITALIA

Il settore agroalimentare è per eccellenza espressione del Made in Italy ed è per questo che la terza tappa del nostro tour virtuale ha riguardato la regione Sicilia dove, lo scorso 9 luglio, ci siamo confrontati con le aziende dell’Agrifood. Secondo Federalimentare il settore ha visto calare le esportazioni del 15% a causa dell’emergenza e la nostra indagine, basata sui dati ISTAT, ha permesso un dibattito sulle opportunità da cogliere per la ripartenza.

IL FOCUS SUL SETTORE FOOD & BEVERAGE

Luigia Mirella Campagna, Industry Expert UniCredit  ha mostrato che il settore agroalimentare italiano conta:

  • 794.000 imprese attive circa
  • 65 miliardi di valore aggiunto
  • 1.300.000 addetti-ULA

Il settore contribuisce al PIL italiano per il 4,2% ed è anticiclico per eccellenza perché negli ultimi 12 anni ha rafforzato la sua resilienza cambiando il modello di business

Questa trasformazione ha selezionato le imprese più solide e il settore ha migliorato l'efficienza di gestione. L’export è diventato il motore di crescita e ad oggi i Paesi dove avviene la maggior parte delle esportazioni sono quattro: Germania, Stati Uniti, Francia e Regno Uniti, i quali raggiungono il 48% dell'export totale. Il fatturato del settore Food & Beverage è pari a 145 miliardi di euro ed è diviso tra: 25% Export, 21% Ristorazione e turismo, 54% Spesa per famiglie.

L’IMPATTO DELLA PANDEMIA

L’agroalimentare ha svolto un ruolo di primaria importanza durante i mesi di lockdown ma non si è dimostrato immune al contagio. Nonostante la maggiore apertura internazionale, secondo Federalimentare la contrazione del mercato interno è stata del 18% a causa delle difficoltà del canale di distribuzione hotel, ristoranti e bar, unita alla minore capacità di spesa delle famiglie e alla ridefinizione delle priorità personali. Gli elementi per valutare l'impatto economico del Covid-19 sono:

  • la durata
  • la ricorrenza
  • il tasso di mortalità
  • le misure di contenimento e quelle di ripartenza
  • i comportamenti sociali

Gli impatti della pandemia all’interno del settore sono diversi: a maggior rischio saranno i settori più orientati all'export e/o più legati al canale di distribuzione hotel, ristoranti e bar, mentre saranno meno soggetti a forti perdite le imprese con un ampio portafoglio di mercati di sbocco, più canali di vendita, prodotti differenziati nella tipologia e nei segmenti di prezzo.  Le previsioni di settore annunciano un calo del fatturato medio del 3-6% nel 2020, con una ripresa nel 2021. L'estate sarà determinante per la buona tenuta, con una forte necessità di recupero del canale di distribuzione hotel, ristoranti e bar.

RIPARTIRE UN PASSO ALLA VOLTA

Promuovere il cibo italiano,  valorizzare la filiera integrata, implementare l’e-commerce e l’export, sono le parole d’ordine che dovranno guidare le  imprese italiane dell’Agroalimentare nella nuova era post-COVID. Durante l’incontro abbiamo messo in luce alcune strategie per la ripartenza nel breve-medio periodo tra cui:

 

SOSTEGNO ALLA FILIERA

garantire il rispetto dei tempi di pagamento e iniziative di sostegno alle strutture alberghiere e di ristorazione.

SUPPLY-CHAIN DI PROSSIMITÀ

costruire e rafforzare catene di valore di prossimità con focus sul territorio.

INNOVAZIONE E DIVERSIFICAZIONE

capacità di innovare modelli di produzione, investire in nuove tecnologie e individuare nuovi mercati di sbocco.

«Il Made in Italy agroalimentare è un’eccellenza che vogliamo continuare a sostenere concretamente, con passione ed entusiasmo. La grande tradizione e la forza commerciale che contraddistingue le nostre aziende, e che ha permesso di superare anche altre crisi, ci confortano nell’idea che le imprese italiane del settore Agroalimentare partono da basi solide e che saranno in grado di superare anche questo momento».

Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit


«Con il ciclo di incontri The Italian Way cogliamo l'occasione per una riflessione approfondita sulle strategie di rilancio dei settori di eccellenza del Made in Italy. Per la ripartenza del settore agroalimentare riteniamo che sia indispensabile sostenere le filiere,  la crescita e l'innovazione. UniCredit conferma, anche con questa iniziativa, il proprio impegno per sostenere le famiglie e le imprese in questa fase di emergenza».

Lucio Izzi, Head of Corporate Sales & Marketing UniCredit

GLI ESPERTI DELL’EVENTO

Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit; Francesco Ferreri, Presidente Coldiretti Sicilia; Luigia Mirella Campagna, Industry Expert UniCredit; Costantino Vaia, Direttore Generale Consorzio Casalasco del Pomodoro e Presidente Advisory Board Territoriale Lombardia UniCredit; Giuseppe Condorelli, Amministratore Unico Industria Dolciaria Belpasso; Maria Cristina Busi Ferruzzi, Presidente Sibeg Coca-Cola e Membro Advisory Board Territoriale Sicilia UniCredit; Giuseppe Di Martino, Amministratore Delegato Pastificio Di Martino Gaetano & F.lli e Membro Advisory Board Territoriale Sud UniCredit; Sebastiano Alba, Amministratore Unico Oranfrizer; Lucio Izzi, Head of Corporate Sales & Marketing UniCredit.

IL DESIGN ITALIANO E GLI ELEMENTI D’ARREDO

L’incontro del 13 luglio scorso ci ha portato a scoprire il settore del design e dell’arredo, due eccellenze delle regioni del Nord-Est Italia. Lo studio condotto da UniCredit ed elaborato da Roberta Antinarella - Industry Expert UniCredit, ha evidenziato una situazione iniziale positiva: le aziende del settore alla viglia della pandemia sono arrivate in buono stato di salute. In particolare, la filiera del legno e dell’arredo guadagna un peso rilevante sul manifatturiero italiano con: + 310 mila addetti, 73 mila aziende circa.

IL SETTORE DELL’ARREDO NEL DETTAGLIO

Il tessuto produttivo dell’arredo è organizzato in diversi distretti industriali, tra i principali si collocano il distretto del Mobile del Livenza, il Quartiere del Piave e il distretto del Mobile classico della Bassa Veronese

Per quanto riguarda la produzione domestica, si nota una lieve crescita nel 2019, ma da inizio 2020 gli effetti della pandemia sono stati evidenti. La crisi che ha colpito il settore riguarda sia l’offerta che la domanda, con un conseguente aumento dell’incertezza e dell’imprevedibilità di alcuni fenomeni economici come gli investimenti, l’inflazione e così via.

I PUNTI CARDINE DELLA RIPARTENZA

Dalla tavola rotonda sono emersi diversi spunti, consigli e strategie in grado di guidare la ripartenza economica delle imprese del settore, le quali dovranno puntare sul valore della tradizione e dell’artigianalità e sulla potenzialità dell’e-commerce. Dal confronto è emerso che  le leve dalle quali ripartire sono:

INNOVAZIONE & RIPIANIFICAZIONE

GESTIONE DELLA LIQUIDITÀ

SICUREZZA & FLESSIBILITÀ

La situazione economica e il contesto sociale che ci troviamo di fronte apre nuovi scenari che le imprese dovranno essere in grado di cogliere come opportunità di crescita.

«Nel periodo di lock-down le persone hanno riscoperto e apprezzato il valore della propria casa, l’Arredo & Design rappresentano un settore con grandi potenzialità da realizzare anche attraverso l’innovazione e l’italianità che ci distingue e noi come UniCredit vogliamo essere parte attiva di questa ripresa e del suo sviluppo».

Luisella Altare, Regional Manager Nord Est UniCredit

 

«Per l’Italia il settore dell’arredamento è cruciale, dove sono attive il 15% delle imprese manifatturiere e l’8% degli addetti. Attraverso una piattaforma digitale realizzata con Alibaba abbiamo offerto una nuova occasione di sviluppo internazionale per 1100 aziende che hanno già realizzato una crescita del 24% dei loro fatturato estero, questo tipo di iniziative oggi sono ancora più cruciali».

Remo Taricani, Co-CEO CB Italy UniCredit

GLI ESPERTI DELL’EVENTO

Remo Taricani, Co-Ceo Commercial Banking Italy UniCredit; Luisella Altare, Regional Manager Nord Est UniCredit; Enrico Carraro, Presidente Confindustria Veneto e Presidente Gruppo Carraro; Roberta Antinarella, Industry Expert UniCredit; Denise Archiutti, Coordinatrice settore legno-arredo Confindustria Veneto e CEO Veneta Cucine S.p.A.; Claudio Feltrin, Presidente Arper S.p.A. e Presidente Assarredo; Daniele Lago, CEO & Head of Design Lago S.p.A e Membro Advisory Board Territoriale Nord Est UniCredit; Giulia Molteni, Head of Marketing & Communication Molteni Group e Membro Advisory Board Territoriale Lombardia UniCredit. Moderatore Cristiano Seganfreddo, Presidente ed editor Flash Art.

LE ECCELLENZE VITIVINICOLE IN ITALIA

L’appuntamento del 14 luglio ci ha portato alla scoperta di un’altra eccellenza italiana: il settore vitivinicolo. L'Italia detiene il primato mondiale per numeri vini DOP e IG: l'ampia gamma di prodotti, gli elevati standard di sicurezza e il forte legame con il territorio circostante sono i punti di forza delle aziende del settore.

IL TREND PRIMA E DOPO L’EMERGENZA

Nello studio di settore elaborato da Luigia Mirella Campagna, Industry Expert UniCredit, alta all’occhio un dato in particolare: l’industria del vino contribuisce per circa il 10% al fatturato del settore Food & Beverage e conta:

  • 64.600 ca imprese agricole
  • 1.800 ca. imprese industriali
  • 13 mld ca. fatturato nel 2019.

Il COVID-19 ha interrotto un trend di crescita che durava da un decennio, grazie al modello di business che le imprese del vino hanno adottato per reagire alla crisi del 2007/2008: i produttori hanno spinto sull’export e perseguito un percorso verso la qualità: oggi il 55% della produzione è diretta sui mercati esteri, mentre il 45% sul mercato interno.

L’impatto economico del COVID-19 prevede un calo causato delle difficoltà del canale ho.re.ca - e a pagarne le maggiori conseguenze saranno i grandi vini, - e della minore capacità di spesa delle famiglie. Anche le esportazioni sono a rischio, a seguito della crisi simmetrica che l’emergenza sanitaria ha creato nei principali paesi del mondo.

In generale si prevede un calo del fatturato del 30%/35% nel 2020 con una ripresa nel 2021, ma l’entità dell’impatto potrà essere molto diverso tra le diverse gamme di vino.

LA RIPARTENZA DEL SETTORE

Guardando alla ripartenza, è importante pensare a nuovi modelli imprenditoriali, costruiti su strategie di medio e lungo periodo. Tra queste, risultano centrali: isostegno alla filiera; supply chain di prossimità; diversificazione di prodotti, mercati di sbocco e canali di vendita; innovazione dei modelli di produzione e di organizzazione e investimenti in nuove tecnologie.

GLI ESPERTI DELL’EVENTO

Andrea Casini, Co-CEO CB Italy UniCredit; Fabrizio Simonini, Regional Manager UniCredit Nord Ovest; Sandro Boscaini, Presidente Federvini; Luigia Mirella Campagna, Industry Expert UniCredit; Marco Wallner, Corporate Commercial Synergies UniCredit; Paolo Damilano, Ceo Gruppo Damilano; Gianni Gagliardo, Poderi Gianni Gagliardo; Camilla Lunelli, Direttore della Comunicazione e dei Rapporti Esterni delle Cantine Ferrari e Membro Advisory Board Territoriale Nord Est UniCredit; Alessio Planeta, Presidente Planeta Vini e Presidente Assovini Sicilia e  Membro Advisory Board Territoriale Sicilia UniCredit. Moderatrice dell’evento Janina Landau, Class CNBC

UN SETTORE CHE FA RIMA CON INNOVAZIONE

Il penultimo incontro del nostro ciclo “The Italian Way” UniCredit si è svolto il 21 luglio con l’obiettivo di approfondire il tema della meccanica strumentale e della sostenibilità, un settore che per definizione procede spesso di pari passo con l’innovazione. Attraverso un’analisi a metà tra le prospettive di business, il mercato e la sostenibilità, siamo andati conoscere meglio questo ambito che, con un valore aggiunto di oltre 59 mld di euro, rappresenta il più grande segmento meccanico del nostro Paese.

LA MECCANICA STRUMENTALE IN ITALIA

Come evidenziato dallo studio elaborato da Luigi Mirella Campagna, Industry Expert UniCredit, questa particolare area della meccanica coinvolge oltre 13 mila imprese nel Paese, contribuendo da sola a più dell’1% del PIL. Inoltre, L’Italia è anche il terzo esportatore mondiale di macchine strumentali, dopo la Germania e la Cina.

GLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS

L’entità dell’impatto generato dalla crisi post-coronavirus, la cui flessione del fatturato per il 2020 è attesa intorno al 30-35%, sarà tuttavia differenziata tra i comparti che compongono il settore, riflettendo soprattutto gli andamenti dei diversi mercati finali. Nel prossimo futuro, sarà importante il saper valutare correttamente il modello di business adottato dall’impresa o altri fattori essenziali quali:

  • il posizionamento nella filiera/catena del valore
  • la dimensione aziendale
  • la propensione all'export e il livello di internazionalizzazione
  • la diversificazione geografica dei prodotti e dei mercati di sbocco.
     

SCENARI E INVESTIMENTI FUTURI

Come già evidenziato durante il lockdown con alcune imprese che hanno convertito rapidamente la propria produzione per adattarsi alle richieste del mercato, spesso sanitario, prevediamo che questa crisi imporrà, come ogni crisi, la ricerca di nuovi modelli imprenditoriali intorno ai quali costruire la ripartenza. La capacità di proteggere le relazioni con il cliente, il dar vita a nuove catene di fornitura e competenze lavorative saranno indispensabili per generare una crescita collettiva, etica e maggiormente rispettosa delle diversità.

 

“Oggi ci concentriamo sulla meccanica strumentale, un comparto per il quale riteniamo indispensabile sostenere le filiere, l’innovazione e nuove strategie legate all’export. Ciò soprattutto alla luce del forte impatto economico subìto, a causa della pandemia, da questo settore che è comunque riuscito a dar prova di capacità di resilienza, riconvertendo ad esempio alcuni ambiti di produzione per la realizzazione di strumenti e macchinari utili alla lotta contro il virus. Ciò dimostra che lo scenario alterato dalla crisi generata dalla pandemia è ricco di sfide ma anche di opportunità.“

Andrea Casini, Co-CEO CB Italy UniCredit

 

“Italian Way rappresenta la volontà da parte di UniCredit di essere sia un partner finanziario affidabile, sia un interlocutore solido e legato alle aziende del territorio da un forte rapporto di fiducia. L’obiettivo di questa tappa è infatti stimolare lo scambio di idee tra imprenditori del settore della meccanica strumentale, accademici e personalità di rilievo. Guardando anche ad ambiti che nel post - covid si coniugano sempre di più all’interno del settore, come la digitalizzazione e la sostenibilità sociale. Dobbiamo accelerare sulla ripartenza condividendo, come sistema, le migliori strategie di rilancio."

Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit

GLI ESPERTI DELL’EVENTO

Andrea Casini, Co-CEO CB Italy UniCredit; Andrea Burchi, Regional Manager UniCredit Centro Nord; Luigia Mirella Campagna, Industry Expert UniCredit; Lucio Poma, Responsabile Scientifico Industria e Innovazione Nomisma SpA; Elio Catania, Presidente Gruppo Tecnico Digitale di Confindustria e Presidente Quid Informatica SpA; Alberto Dal Poz, Presidente Federmeccanica; Antonello Marcucci, Presidente Umbra Group S.p.A e Membro Advisory Board Territoriale Centro Nord UniCredit; Carmelo Giuffré, Amministratore IRRITEC, Membro Advisory Board Territoriale Sicilia UniCredit; Antonella Candiotto, General Manager di Galdi Srl e Membro del Consiglio Generale di Federmeccanica; Michele Poggipolini, Executive Director Poggipolini SpA e Presidente Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia. Moderatrice dell’evento Ilaria Vesentini, Sole 24 Ore e Centro Studi MECS SrL

LA SALUTE PRIMA DI TUTTO, ANCHE IN ITALIA

Il nostro ciclo di incontri “The Italian Way” si è concluso il 23 luglio con l’ultimo importante evento sul tema della salute. In collaborazione con Assolombardia, abbiamo conosciuto e approfondito il primato della Lombardia in ambito farmaceutico. E a partire dallo studio di settore elaborato da Laura Torchio, Industry Expert UniCredit, abbiamo evidenziato come l’industria della salute sia una macchina che muove oltre 100 mld di € l’anno e vede attive più di 25.000 imprese.

GESTIRE L’EMERGENZA COVID: IL SETTORE FARMACEUTICO E L’HEALTHCARE

Nella gestione dell’emergenza COVID è necessario fare una distinzione tra il settore strettamente farmaceutico e il mondo dell’Healthcare.

Mentre il primo è riuscito a resistere in termini di tenuta dei margini e propensione agli investimenti grazie alla solidità delle imprese e alla flessibilità finanziaria – cosa che ha permesso una straordinaria velocità di reazione alla crisi - il secondo è stato colpito in una misura tale che potrebbe costare al comparto tra il 4-5% del suo fatturato annuo. Un dato che chiarifica subito la dimensione del fenomeno sono gli oltre oltre 600 mila interventi chirurgici riprogrammati di cui 12 mila esami radiologici e del sangue.

LE NUOVE PROSPETTIVE DA CUI RIPARTIRE

L’eccezionale rapidità dell’epidemia COVID ha fatto emergere i nodi irrisolti del sistema sanitario nazionale: le inefficienze del modello organizzativo, la carenza di personale sanitario e ritardi nel sistema di digitalizzazione sono stati un vuoto pesante per il nostro Paese. Di contro, questo ha innescato una crescente tendenza negli investitori a ricercare nuovi settori d’investimento: ad esempio, si prevede che entro il 2023 i fondi Private Equity possano allocare il 50% dei loro portafogli immobiliari verso settori alternativi quali quello sanitario. I pilastri della ripartenza potranno quindi avere come focus la “Silver economy” (relativa alla cosiddetta “terza età”) e la digitalizzazione, facendo però anche leva anche su canali di funding alternativi capaci di supportare progetti sostenibili.

 

“Con la tappa milanese si chiude il ciclo di incontri The Italian Way di UniCredit in cui abbiamo colto l’occasione per una riflessione approfondita sulle strategie di rilancio dei settori di eccellenza del Made in Italy, quali: Pharma&Healthcare, Fashion, Cinema, Agrifood, Arredo & Design, Vino e Meccanica strumentale”. Il settore Farmaceutico si è rivelato fondamentale nella gestione della crisi sanitaria e performante anche in termini di redditività. L’Healthcare ha mostrato un modello di business resiliente. Riteniamo che per entrambi sia indispensabile sostenere le filiere, la crescita e l’innovazione. UniCredit conferma, anche con questa iniziativa, il proprio impegno per sostenere le famiglie e le imprese in questa fase di emergenza legata alla pandemia del Covid-19”.

Andrea Casini, Co-CEO CB Italy UniCredit

 

“La filiera del farmaco per la sua specificità potrebbe essere tra i pochi settori a registrare un incremento del giro d’affari nel 2020, in ragione dell’elevata liquidità strutturale e del buon livello di patrimonializzazione delle imprese del comparto. La componente healthcare, per quanto evidenziato dall’emergenza sanitaria, è e sarà caratterizzata dalla necessità di costruire nuovi modelli operativi di assistenza sanitaria ed anche in questo caso dall‘accelerazione della trasformazione digitale.”

Marco Bortoletti, Regional Manager Lombardia UniCredit

GLI ESPERTI DELL’EVENTO

Andrea Casini, Co-CEO CB Italy UniCredit;  Marco Bortoletti, Regional Manager UniCredit Lombardia; Laura Torchio, Industry Expert UniCredit; Sergio Dompé, Vice Presidente con delega alle Life Sciences Assolombarda; Gabriele Pelissero, Presidente Cluster lombardo scienze della vita; Clara Sattler de Sousa e Brito, Amministratore Delegato Siemens Healthcare; Renato Carli, Direttore Generale Centro Diagnostico Italiano; Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato Roche Italia; Lucio Izzi, Head of Corporate Sales & Marketing UniCredit; Fabio Miraglia, Presidente GIOMI NEXT e Membro Advisory Board Territoriale Centro UniCredit, Luciano Ravera, Amministratore Delegato IRCCS Istituto Clinico Humanitas; Testimonianza di Piero Di Lorenzo, Presidente e Amministratore Delegato IRBM; Antonio Calabrò, Direttore Fondazione Pirelli e Membro Advisory Board Territoriale  Lombardia UniCredit.